Una bergamasca a Parigi 

Federica Sorrentino |

Ci sarà anche Simona Arnoldi, runner bergamasca, al via della Maratona di Parigi che si corre domenica 3 aprile. Sulle strade alla Ville Lumiere lei doveva esserci già nel 2020, dopo la bella esperienza alla Maratona di New York 2019. Poi la pandemia e il rinvio del proposito che ora si concretizza.

“Effettivamente, dopo la super maratona di NY, il mio obiettivo era correre in Europa, a Parigi – dice Simona – E così nel 2020 stavo preparando questa partecipazione, prima che tutto quello che è accaduto nel mondo ha fatto riporre i sogni nel cassetto. Ma siccome non si deve lasciare mai nulla in sospeso, quest’anno ci si riprova e sembra essere perfetto per questa nuova sfida. La preparazione è iniziata per tempo a novembre scorso. Venendo da un periodaccio post-covid era necessario riprendere piano e bene”.

Come si affronta una corsa così impegnativa, pure essendo da tempo nel circuito dei runners?

“La maratona è la regina delle corse e non deve essere sottovalutata. La motivazione però deve essere solida per affrontarla. Serve sempre molta costanza, è importante porre sempre molta attenzione alle cose che si fanno. In questa preparazione ho superato un paio di infortuni, una brutta caduta in montagna che ha rallentato gli allenamenti e ha dato un colpo poco piacevole alle mie ginocchia. Ma con consapevolezza, passione e determinazione si può superare qualsiasi ostacolo, incrementare la fiducia in se stessi focalizzandosi sempre su dove si vuole arrivare”.

A Parigi si corre in un panorama cittadino affascinante, ma non meno impegnativo di quello della Grande Mela. Arrivando al traguardo finale, qual è il risultato atteso?

“L’obiettivo numero uno è divertirmi. Poi tutto il resto. Arrivare fisicamente bene, senza problemi o acciacchi, senza crampi, senza dolori seri in gara. Il mio sogno davvero è riuscire a vivere la maratona come un bel viaggio. La preparazione, gli allenamenti, la valigia, l’outfit della gara, le emozioni della sera prima della partenza da condividere con il gruppo di amici, il pasta party per fare il pieno di carboidrati, gli assembramenti quelli belli, felici, eccitanti. La partenza finalmente e poi il resto per 42 km è tutta un’avventura, una bella resilienza per superare i momenti difficili. E come alla fine di un bel viaggio bisogna sempre avere la forza ed il sogno per programmare quello successivo. Quindi dopo Parigi, chissà… magari una maratona in Italia, correre a Roma credo sarà una piacevole sfida”.

Simona Arnoldi con la medaglia della Maratona di New York nel 2019 (credits: S. Arnoldi)

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