VBG91 la calza della Befana è vuota

Federico Errante |

E’ dai particolari che si indirizza un match. Ed è la differenza tra muovere la classifica e trovare la calza della Befana vuota. La sintesi dell’1-3 subito – lo stesso maturato a Treviglio all’andata – da Bergamo sul taraflex di Vallefoglia è in gran parte qui. Perché dopo aver raddrizzato la situazione, le rossoblù perdono la bussola nel terzo (un mea culpa mastodontico per aver gestito malamente svariate situazioni favorevoli) per poi sgretolarsi letteralmente nel quarto andando così a rovinare quel che di buono si era visto, seppur a sprazzi, in precedenza. Al contempo Mingardi fa malissimo con 26 palloni a terra e Aleksic fa vedere a muro cosa vuol dire essere una campionessa e ne firma 9 in quattro set.

In avvio Bergamo dà l’impressione di reggere fino a quando ricuce dal 12-8 al 12-11. Poi un’evidente difficoltà a contenere in zona 1 lancia Vallefoglia tanto che Bigarelli è costretto a fermare il gioco sul 17-12. Un altro sussulto quando il cambio di diagonale (Lorrayna e Pasquino per Rozanski e Gennari) porta a dimezzare (21-18) il gap. Neppure le padrone di casa leggermente più fallose consentono di riportare tutto nell’incertezza perché le rossoblù, seppur con l’assetto offensivo apprezzato con Casalmaggiore (la rivale, indubbiamente, è di un’altra “pasta” rispetto alla precedente), non pungono. Non per nulla dall’inizio del secondo periodo c’è Lorrayna in posto 2 per Rozanski, ma il martello brasiliano si fa subito bloccare (4-1). Per fortuna a bloccarsi, poco dopo, è l’attacco della Megabox che incassa tre muri, uno dietro l’altro. Ma neppure sul 9-14 e con le redini costantemente in mano si può stare tranquilli. Puntuale, infatti, arriva il proverbiale blackout con errori in serie – e contrattacchi sprecati – che spalancano le porte per l’aggancio a 18 delle padrone di casa. Il grande merito delle nostre però, con Nervini che ne mette 5 (52%), è quello di non disunirsi bensì di restare focalizzate e tornare a mettere la freccia con il muro ancora fondamentale-chiave, messo in luce da Lorrayna (18-20) e Gennari per la palla del pareggio. Una missione compiuta grazie all’errore dai nove metri di Cecconello. Quello che non si era verificato nel secondo periodo succede puntualmente nel terzo poiché Bergamo pecca nell’attenzione ai dettagli dall’11-11 poi crolla sotto i colpi dell’ex Mingardi, specie nel filotto per il 18-14. Soffre la ricezione, ma non sortisce effetti neppure il ritorno in posto 4 di Rozanski per una Davyskyba sotto pressione perché nel finale vengono ipnotizzate anche Nervini e Melandri. Il meccanismo ricasca nei vecchi vizi quando arriva il 9-4 interno propiziato, in alternanza, da due muri su Lorrayna e due “down” di Nervini rimpiazzata da Pistolesi. Bigarelli pesca dalla panchina e dall’11-4 la diagonale diventa Pasquino-Rozanski a riprova del fatto che il coach prova a riemergere rimescolando. Tentativo che resta solo un’intenzione perché Kosheleva e Mingardi impallinano l’una con una mostruosa parallela e l’altra con il servizio (14-6). Uno-due che suona come il ko in anticipo di qualche minuto perché poi la bandiera bianca è alzata in maniera troppo palese. Tanto da portare il tecnico Alberto Bigarelli, giustamente, a definire “preoccupante” il calo alla distanza. 

MEGABOX OND. SAVIO VALLEFOGLIA – VOLLEY BERGAMO 1991 3-1 (25-20 22-25 25-18 25-13)

MEGABOX OND. SAVIO VALLEFOGLIA: Aleksic 16, Mingardi 26, Gardini 13, Mancini 4, Dijkema 1, Degradi 13, Panetoni (L), Kosheleva 2, Giovannini, Cecconello, Kobzar. Non entrate: Provaroni, Fiorani (L), Grosse Scharmann. All. Pistola.

VOLLEY BERGAMO 1991: Nervini 11, Melandri 8, Rozanski 4, Davyskiba 10, Butigan 8, Gennari 4, Cecchetto (L), Da Silva 10, Cicola, Pasquino, Pistolesi. Non entrate: Fitzmorris, Bovo, Scialanca (L). All. Bigarelli. ARBITRI: Piana, Giglio. NOTE – Spettatori: 839, Durata set: 28′, 28′, 26′, 22′; Tot: 104′.

A Pesaro le rossoblù all’altezza delle avversarie solo nei primi due set (credits: ufficio stampa Volley Bergamo 1991)

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