Yuri Romanó stavolta è d’argento con l’Italvolley

Federico Errante |

La Polonia firma la vendetta perfetta ed è campione d’Europa. Lo scorso anno a Katowice, gli azzurri trascinati da Yuri Romanò zittirono una nazione rimontando e mettendosi al collo (3-1 in rimonta) il titolo mondiale. Un anno dopo a Roma, davanti a 12 mila spettatori e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Wilfredo Leon fuoriclasse di Perugia (cubano naturalizzato polacco, eletto MVP del torneo) trascina i suoi e costringe i ragazzi di Fefè de Giorgi – che nel 2021 contro la Slovenia erano saliti sul tetto del Vecchio Continente – ad abdicare. Onore al merito per gli avversari, ma Italia a tratti irriconoscibile e lo 0-3 è tanto pesante quanto ineccepibile. Una formazione che serve male e non graffia a muro, non trova neppure la necessaria continuità in attacco. I parziali a 20, 21 e 23 fotografano un match pressoché costantemente in mano ai ragazzi di Grbic assolutamente indomabili dai nove metri, nettamente superiori nella correlazione muro-difesa e spietati a sfruttare ogni occasione. Come a rintuzzare, nel terzo parziale, un paio di allunghi dei padroni di casa (10-6 e 14-12), i soli frangenti in cui si è messo il naso avanti. E questo la dice lunga, ma non intacca il valore non solo di un cammino che porta la terza medaglia in tre anni e tantomeno il valore di un gruppo giovane e vincente con elementi saliti in cattedra nell’arco di un biennio. Proprio come Yuri Romanò che nel 2018-2019 si è caricato sulle spalle l’Olimpia Bergamo in A2 e l’ha guidata con l’etichetta di “eroe per caso” alla doppia finale persa con Piacenza (la sua attuale squadra ndr), prima in Coppa Italia e poi nei play-off promozione. Lo stesso ruolo peraltro ricoperto alla grande il 19 settembre 2021, sempre a Katowice, per ribaltare la Slovenia (bronzo grazie al 3-2 ai campioni olimpici della Francia) al tie-break e portare l’Italia in cima all’Europa. Una crescita straordinaria quella dell’opposto classe 1997, di pari passo a quella di un collettivo strepitoso e soprattutto giovane che adesso si dovrà conquistare il pass per la prossima Olimpiade. Guardando al palmares è il quinto metallo d’argento (con 7 ori) mentre per la Polonia è il secondo trionfo dopo quello del 2009. Con la consapevolezza che il domani resta comunque più azzurro che mai. 

L’esultanza di Yuri Romanò in una immagine tratta dal sito ufficiale dei campionati europei di pallavolo

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