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Calcio 7 Marzo 2026di Federica Sorrentino

Palladino ripagato dal modulo a due punte

Il 2-2 tra Atalanta e Udinese lascia sentimenti contrastanti in casa nerazzurra: da una parte l’orgoglio per la rimonta costruita dopo il doppio svantaggio, dall’altra il rammarico per una vittoria mancata. In conferenza stampa post partita, Raffaele Palladino ha voluto essere pubblicamente riconoscente alla squadra:“Voglio ringraziare pubblicamente i miei ragazzi, perché di solito lo faccio nello spogliatoio ma oggi lo faccio qui per quello che hanno espresso e per la reazione mentale che hanno avuto dopo il 2-0”. L’allenatore ha sottolineato come, al di là del risultato, la prestazione fosse stata positiva già nella prima parte di gara:“Credo sia stata fatta un’ottima partita, anche nel primo tempo. Potevamo sfruttare le occasioni che abbiamo avuto per passare in vantaggio e invece ci siamo ritrovati sotto”. Nella ripresa la situazione si è complicata ulteriormente con il raddoppio friulano nato da una rimessa laterale gestita male dalla difesa nerazzurra, ma proprio da quel momento è arrivata la risposta della squadra: “Sul 2-0 potevamo crollare. Invece c’è stata una grande reazione mentale e uno sforzo da grande squadra”. L’Atalanta ha reagito con energia e intensità, trovando il pareggio e sfiorando anche il sorpasso: “Dispiace perché sul 2-2 abbiamo avuto l’occasione per fare il 3-2. Non ci siamo riusciti, ma ci portiamo a casa tante cose positive”. Il rammarico, inevitabilmente, resta: “Siamo usciti un po’ rammaricati perché ci credevamo nella rimonta completa. Anche loro potevano fare il gol, ma la nostra mentalità è quella di voler vincere e per quello che abbiamo prodotto probabilmente meritavamo qualcosa in più”. Palladino ha apprezzato soprattutto l’approccio dei suoi: “Mi è piaciuto l’inizio, siamo partiti con qualità. Negli ultimi metri però abbiamo commesso qualche errore tecnico e sbagliato l’ultima scelta”.

Ancora una volta, poi, la panchina ha avuto un ruolo determinante nel cambiare l’inerzia della partita. Dopo il 2-0 l’allenatore ha modificato l’assetto offensivo inserendo la doppia punta con Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic: “Quando preparo le partite cerco di immaginare varie soluzioni anche a gara in corso. Contro il loro 3-5-2 avevo pensato alla doppia punta, uomo contro uomo con Scamacca e Krstovic, che potevano dare fastidio alla difesa”. L’assetto offensivo è stato completato dagli esterni larghi, soluzione che ha permesso alla squadra di attaccare con maggiore ampiezza e pressione: “Con gli esterni larghi potevamo metterli in difficoltà e questa soluzione ha funzionato”.

Nel corso della conferenza Palladino ha poi sottolineato il peso dei giocatori più esperti, considerati il cuore della squadra: “Quelli che sono qui da tanti anni incarnano perfettamente quello che bisogna dare in campo”. Tra questi, il tecnico ha citato de Roon, partito dalla panchina per rifiatare ma poi entrato con grande energia, oltre a elementi fondamentali come Kolasinac, Zappacosta, Djimsiti e Pasalic. Uno sguardo anche all’infermeria, con quattro elementi ancora fuori: “L’obiettivo è recuperare Scalvini, De Ketelaere, Ederson e Raspadori, speriamo già la prossima settimana di recuperare qualcuno”.

Tra i protagonisti della serata c’è naturalmente Scamacca, autore della doppietta che ha riaperto la partita con due colpi di testa in pochi minuti. Raffaele Palladino ha raccontato anche un curioso retroscena: “Ieri durante l’allenamento gli avevo detto che avrebbe fatto doppietta”. In chiusura, il mister ha affrontato il tema dei gol subiti, dieci nelle ultime sei partite, un dato in crescita ma che secondo lui va letto nel contesto delle occasioni concesse: “Oggi l’Udinese credo abbia tirato due volte in porta, un gol da calcio d’angolo e uno da rimessa laterale. In questo momento concediamo poche occasioni ma stiamo prendendo più gol, è anche una fase della stagione”. L’Atalanta, invece, sta alzando il livello offensivo: “Possiamo migliorare ancora riempiendo di più l’area con i trequartisti”. Anche se la rimonta non c’è stata, la reazione e l’atteggiamento della squadra confermano una squadra viva, competitiva e capace di essere protagonista.

Raffaele Palladino a inizio partita con il trofeo di migliore allenatore del mese di febbraio in serie A (Ph: A. Mariani)