Milano, 13°
Bianca 14 Aprile 2026di Federico Errante

La Fisi archivia una stagione da incorniciare

Una tradizione stavolta ancor più densa di celebrazioni. Il Teatro Armani di Milano è stata la location del tradizionale Media Day della Fisi, occasione d’incontro tra i protagonisti del mondo della neve e i mezzi d’informazione. Un’annata strepitosa, dalle Olimpiadi alle Coppe del Mondo, nella quale – oltre al rinnovo, annunciato in loco, della partnership con Armani per il quadriennio ai blocchi – è arrivato l’addio di due leggende come Federico Pellegrino e Dorothea Wierer (omaggiati a dovere nella circostanza). Applausi per Federica Brignone, con la doppia prodezza d’oro ai Giochi (superG e gigante) ha chiamato eccezionalmente e per acclamazione la Federazione ad anticipare il riconoscimento Atleta dell’Anno, il secondo di fila per la fuoriclasse di La Salle. 

La profondità della rosa – ha detto il presidente Flavio Roda – ha portato ad un risultato mai raggiunto prima. Questo è davvero di tutti, non solo di qualche disciplina. Adesso bisogna programmare ciò che verrà, lavorando sui giovani mantenendo al contempo le eccellenze“. A riguardo, assenti giustificati Dominik Paris, Lisa Vittozzi e Maurizio Bormolini, presenti i tre bergamaschi medagliati a Milano-Cortina, Sofia Goggia. Michela Moioli e Federico Tomasoni.

Se Brignone ha dichiarato che procederà “passo dopo passo anteponendo il fisico alla testa e non il contrario come è sempre stato prima del tremendo infortunio di un anno fa“, Sofia – in  attesa di conoscere a chi si affiderà come capo allenatore (Rulfi?) e skiman (Gufler?) – si è soffermata sulle difficoltà di un’annata comunque grande: “Nonostante tutto sono riuscita a gestire situazioni difficili. L’8 febbraio, giorno del bronzo in libera, ero l’ultima delle favorite a partire e l’infortunio di Vonn ha complicato non poco i piani. Eppure sono orgogliosa della medaglia e di come ho gestito mentalmente il tutto. Poi, sebbene non sia riuscita ad essere in corsa su tre discipline, ho vinto una coppetta che mancava nella mia bacheca ed è stato bellissimo“. A proposito di successi, a corroborare il bottino a “cinque cerchi” (6 ori 4 argenti e 9 bronzi tra 6 sport, in 16 discipline) anche Michela Moioli, dieci metalli nei grandi eventi: “A prescindere da ciò che avrei fatto in gara, contava esserci. Proprio per coronare un percorso olimpico iniziato sette anni fa. Poi le cadute e le ferite sono insegnamenti che fanno parte della vita. Ciò che conta è quello che facciamo per provare ad arrivare in cima, ben oltre il singolo risultato“. Poi c’è la favola di Federico Tomasoni, che nello skicross si prende un argento clamoroso alle spalle del compagno di squadra Simone Deromedis e vince, qualche settimana dopo, la sua prima gara in Coppa del Mondo. Alla vigilia della partenza della vacanza in Alaska insieme a Giovanni Franzoni, il ragazzone di Castione della Presolana ha dichiarato: “In fase di preparazione ho percepito che c’era qualcosa in più che mi avrebbe fatto andare forte. Dopo i tanti alti e bassi dovuti ad un fisico non sempre al 100% sono stato finalmente bene e si è visto. Il finale, leggero dopo l’argento olimpico, me lo sono goduto e ho proseguito sulla stessa scia dei Giochi“. E a proposito di finali da incorniciare, sono state 14  le coppe di specialità con 38 podi in 8 discipline. Qualcuno direbbe “i migliori anni della nostra vita”. E probabilmente non andrebbe molto lontano da ciò che stiamo vivendo. 

Atleti e dirigenti al Media Day Fisi che si è svolto al Teatro Armani di Milano (Ph: Pentaphoto)