Una serata all’insegna della memoria sportiva, della cultura ciclistica e dei valori autentici dello sport. Il Panathlon Club Bergamo “Mario Mangiarotti” ha scelto di rendere omaggio al Giro d’Italia con una conviviale capace di intrecciare storia, passione e racconto. Protagonista dell’incontro è stato Gianni Motta, accolto come testimone di un’epoca irripetibile. A sessant’anni dalla sua impresa più iconica, la vittoria al Giro d’Italia del 1966, il campione ha riportato alla luce ricordi e aneddoti della sua carriera sportiva. In quegli anni il ciclismo viveva una stagione irripetibile, con protagonisti del calibro di Felice Gimondi, Jacques Anquetil ed Eddy Merckx.
Nella cornice di SAPS Pentole Agnelli, con l’ospitalità di Baldassarre Agnelli e la cucina del Bolle Restaurant, il racconto, condotto dal giornalista Ildo Serantoni, ha offerto ai presenti un viaggio nel vissuto del protagonista. Un momento che, come sottolineato anche dal presidente del club Gianluigi Stanga, ha rappresentato un patrimonio culturale oltre che agonistico. La vittoria al Giro d’Italia di sessant’anni fa non fu solo il massimo risultato di un talento straordinario, ma anche il frutto di una strategia intelligente, affrontando le difficili salite e gestendo in modo impeccabile la corsa. Doveva vedersela con alcuni dei più grandi campioni di sempre e dimostrò in ogni occasione di riuscire a competere ad alti livelli. I racconti e gli aneddoti che hanno arricchito la serata del Panathlon dimostrano come il ciclismo leggendario, di cui Gianni Motta è stato protagonista, resta scolpito nella storia dello sport italiano, animato da passione e rivalità ma sempre nel segno del rispetto e della correttezza.
Dopo aver appeso la bicicletta al chiodo nel 1976, Motta non ha mai abbandonato il suo mondo: ha trasformato l’esperienza maturata sulle strade in un progetto imprenditoriale, dando vita alla produzione di biciclette. Un percorso che dimostra come la passione possa evolversi, continuando a lasciare un segno anche oltre l’attività agonistica. Nel contesto del Panathlon, lo sport viene celebrato nella sua dimensione più autentica; quella fatta di storie, valori e persone che ne hanno scritto le pagine più belle.
Gianni Motta, a destra nella foto, con il giornalista Ildo Serantoni alla serata del Panathlon Club “Mario Mangiarotti” (credits: Pernice Editori)





