Un dominio sempre più incontrastato per Nicolò Bulega, che anche in quel di Assen ha raccolto tre vittorie in un solo weekend confermandosi dominatore incontrastato della Superbike nel 2026. Il pilota emiliano ha firmato la terza tripletta in altrettanti appuntamenti iridati, portando il suo filotto di successi consecutivi a 13 (eguagliato il primato di Toprak Razgatlioglu). Non solo: in Olanda la Ducati ha certificato il suo livello irraggiungibile per chiunque altro in campionato, piazzando tre sue moto in tutti e tre i gradini del podio in ognuna delle gare del fine settimana. Alle loro spalle ci sono però segnali di vita, forniti per esempio dalla Yamaha e da un reattivo Andrea Locatelli, che sulla stessa pista dove un anno fa raccolse il primo successo in carriera nella categoria è riuscito a tornare a battagliare per le posizioni di alta classifica.
E dire che le premesse per il pilota seriano erano tutt’altro che rincuoranti all’inizio del weekend, caratterizzato però da un lento quanto costante recupero. Così, dopo essersi assicurato l’ottavo posto in griglia di partenza, Locatelli si è ritrovato sesto già al primo giro di Gara 1 proprio mentre Iker Lecuona tentava di sparigliare le carte strappando la leadership della gara al compagno di team Bulega. Quest’ultimo ha ben presto ristabilito le gerarchie tornando in testa e iniziando la consueta fuga già nel corso del terzo giro. Alle sue spalle, con Danilo Petrucci in ghiaia dopo aver perso il controllo della sua BMW, la vera lotta si è accesa dal quarto posto in giù. Con Sam Lowes solitario in terza posizione, Locatelli si è concentrato sulla difesa di una sesta piazza mai così preziosa, conservandola dagli assalti di un arrembante Tarran Mackenzie anche dopo l’arrivo della pioggia sul circuito di Assen. Proprio le mutevoli condizioni meteo hanno peraltro provocato uno scossone alla gara, con Lecuona capace di infilare due volte Bulega per la prima posizione ma poi cedergliela definitivamente in un finale comunque adrenalinico.
«Dopo una giornata difficile ieri – ha dichiarato Locatelli a fine gara -, oggi abbiamo pianificato molto bene le qualifiche e abbiamo fatto un buon lavoro. Il feeling sta tornando e, diciamo, sembra un po’ più facile andare più veloci, e questo ci sta aiutando a migliorare in generale sulla mia R1. Sono abbastanza contento, sono state buone qualifiche e poi una gara piuttosto positiva. Ma stiamo ancora lavorando per continuare a migliorare sempre di più, perché questo risultato non basta. Inoltre il distacco dai primi è piuttosto ampio, quindi dobbiamo essere realistici e guardare avanti, continuare a lavorare sodo e aumentare il nostro livello ogni volta che scendiamo in pista, cercando di migliorare. È stata una gara difficile a causa della pioggia e delle condizioni, ma siamo riusciti a gestirla bene e abbiamo chiuso tra i primi sei. Non male, non perfetto, ma un passo avanti positivo».
A confermare la crescita della Yamaha è arrivata la Superpole Race, corsa in una Assen gelida e ventosa. Con Petrucci di nuovo in difficoltà e Mackenzie caduto a metà gara, Bulega ha impresso un ritmo stavolta insostenibile per Lecuona e i due gemelli Lowes (con Sam ancora una volta davanti alla Bimota di Alex). Locatelli si è posto in settima posizione alle spalle del compagno Xavi Vierge, per poi calare nelle fasi finali e doversi accontentare del nono posto. Ben diversa la portata dell’ottavo raccolto successivamente in Gara 2, perché giunto dopo una bella rimonta, un ritmo gara di tutto rispetto nel finale e soprattutto perché le due Yamaha si sono rivelate le «prime degli altri» dopo un plotone quasi irreale di sei Ducati nelle prime sei posizioni. Confermato anche il podio, con Bulega davanti a Lecuona e Sam Lowes, che solo nel primo giro aveva sognato un successo poi vanificato dai sorpassi dei due compagni.
Costretto a risalire dalla dodicesima posizione, Locatelli ha tratto beneficio anche dalla battaglia tra l’altra Yamaha di Vierge e la Ducati di Lorenzo Baldassarri davanti a lui. Nel frattempo è riuscito via via a sbarazzarsi di Bridewell, Mackenzie e poi Alex Lowes, in grande difficoltà dopo aver battagliato con Vierge e Petrucci. Proprio il ternano si è rivelato l’ultima vittima del forsennato recupero del selvinese con un sorpasso nel corso dell’ultimissimo giro. «Gara 2 è stata un po’ sfortunata – ha ammesso Locatelli -. Sono deluso, perché all’inizio un pilota mi ha spinto fuori all’ultima chicane. Per questo motivo ho perso molte posizioni e tantissimo tempo. Ho cercato di recuperare, ma nei primi giri non è stato facile a causa del ritmo forsennato di tutti. Poi, un passo alla volta, sono migliorato giro dopo giro. Ho trovato il mio ritmo riuscendo a recuperare, e alla fine mi sono classificato in una buona posizione. Non sono ancora dove vorrei, ma sappiamo che comunque stiamo lavorando sodo e che rispetto alle scorse prove di Portimão e Phillip Island siamo andati molto meglio. Non voglio dire che siamo tornati, ma certamente abbiamo fatto un passo avanti. Le gare mi hanno divertito, la sensazione è che abbiamo capito dove prima facevamo fatica. Vediamo che cosa potrà succedere in Ungheria, una pista che l’anno scorso si è rivelata positiva per me».
Andrea Locatelli al box Yamaha sul circuito di Assen (credits: Pata Maxus Yamaha WorldSBK – @andrealocatelli55)





