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Calcio 28 Aprile 2026di Fabio Gennari

La Dea fa i conti con lo status mentale

Il problema non è fisico, ma mentale. Se L’Atalanta non batte il Genoa sabato 2 maggio a Bergamo, il rischio di andare ancora più in difficoltà sul piano della testa è altissimo e lo stesso Palladino ha confermato nella sala stampa di Cagliari come la squadra non sia riuscita a reagire subito dopo l’eliminazione ai calci di rigore in Coppa Italia contro la Lazio. Si tratta di una situazione che in qualche modo si poteva pensare ormai risolta e per la quale, l’eliminazione dalla semifinale con 4 penalty respinti, è qualcosa da raccontare ai nipoti con la consapevolezza che sarà complicatissimo rivedere una gara persa senza alcun demerito contro i biancocelesti. 
Si torna dunque al problema mentale, qualcosa che incide particolarmente sulle gare e da cui l’Atalanta deve necessariamente uscire. A Bergamo non ci sono al momento pressioni o manifestazioni di dissenso per i risultati con la squadra settima in classifica (e Palladino che ha una media punti comunque alta). L’anno complicato capita a tutti ma ci sono alcune prestazioni che lasciano davvero di stucco anche e soprattutto perchè dentro la stessa partita si vedono in realtà movimenti e cambi di strategia che hanno semplicemente trovato compimento dopo pensieri e ore di elaborazione in allenamento con interpreti e ruoli anche molto diversi tra loro.
La sontuosa vittoria di Lecce dopo la sosta aveva illuso, Juventus e Roma hanno confermato che la bottiglia buona della domenica non è ancora il momento di tirarla fuori. Troppo scollamento mentale tra i reparti e troppa attenzione a dettagli insignificanti piuttosto che al perchè le cose non funzionano. 
Tuttavia, detto tutto questo, la squadra ha dato dimostrazione di reagire sempre anche con veemenza e trovare gol preziosi per il risultato finale. Stavolta non è andata proprio giù perché se hai il rammarico di non aver reso all’altezza della situazione, giusto far giocare qualcun altro per provare a condurre la barca in porto con maggiore pericolosità. 

L’istantanea del salvataggio di Kolasinac sull’occupazione di Deiola ha sventato il pericolo del terzo gol prima della doppietta di Scamacca a Cagliari (Ph: A. Mariani)