Impressionante. Uno dei tanti aggettivi che si possono cucire, su misura su Federica Brignone. La valdostana, al rientro dopo quasi 300 giorni dal tremendo infortunio di Moena, chiude con un magnifico sesto posto (a 1.23 dalla vetta) il gigante di Plan de Corones. Una prestazione oltre ogni più rosea aspettativa per una fuoriclasse che adesso, qualora qualcuno avesse ancora qualche dubbio, mette il mirino sulle Olimpiadi. Prima però l’appuntamento si sposterà – venerdì 30 e sabato 31 gennaio – sulle nevi di Crans Montana per l’appuntamento con discesa e superG. Una doppia chance di riscatto anche per Sofia Goggia che, come la compagna s’inclina alla seconda porta della prima manche, ma a differenza sua si sbilancia troppo qualche porta più avanti e finisce fuori. Per la 33enne bergamasca si scioglie la possibilità di dare continuità tra le porte larghe pur in un tracciato fin troppo angolato e complicato per le sue caratteristiche di velocista. Archiviato il discorso Goggia, c’è una Brignone parsa già competitiva seppur manchi fisiologicamente di quella brillantezza indispensabile. Ma la prova, nel suo complesso, è stata straordinaria con alcuni tratti già incredibilmente in linea con le migliori. A proposito, l’austriaca Julia Scheib – da terza – fa cinquina con una seconda manche da manuale e con il suo 2.19.85 mette a 37/100 l’elvetica Camille Rast e a 46 la svedese Sara Hector, che guidava a metà. “Sono stati nove mesi difficili, tostissimi e sono proprio orgogliosa – ha detto Fede – Tutti quelli che mi sono stati vicini sanno cosa è stato arrivare fino a qui. Oggi è stato tutto nuovo, anche tenere la tensione per tante ore, con le attenzioni. Sono proprio contenta di aver gareggiato, avessi aspettato i Giochi sarebbe stato forse troppo. Nella prima manche ero un po’ bloccata, magari faccio tre curve bene e poi mi blocco un po’, ma è quella fiducia che si crea con l’allenamento, serve proprio a quello. Mancano passaggi, manca condizione: questa pista è tosta, ma è stato un ottimo test, anche per la mia testa. Questa è una specie di ripartenza e sto già pensando a come andare più veloce. Sono molto contenta, è stato un po’ rompere il ghiaccio ma di certo non mi accontento”.
Per l’Italia ancora in spolvero Lara della Mea (decima a 2.60) e bene anche Asja Zenere 15ma. A punti Alice Pazzaglia 24ma mentre fuori dalle 30 la zognese Ilaria Ghisalberti (36ma), Ambra Pomarè (44ma) ed Anna Trocker (46ma). Nella classifica di disciplina Scheib allunga a 560 punti su Rast (421) ed Hector (329); nella generale Shiffrin, oggi quarta, va a 973 su Rast a 833 con Goggia che scivola in ottava piazza rimanendo ferma a 506. Prossima tappa in Repubblica Ceca a Spindleruv Mlyn, con gigante il sabato e slalom la domenica: salvo ripensamenti non ci saranno Brignone e Goggia.
Federica Brignone in azione nel gigante che segna il rientro ufficiale nelle gare dopo quasi 300 giorni dal terribile infortunio dell’aprile 2025 (Ph: Pentaphoto)





