Gasperini fedele al suo modulo

Fabio Gennari |

Atalanta – Lazio è stata una gara troppo bloccata, almeno per i nerazzurri. Il problema è proprio il non aver visto mai un cambio di passo, un’accelerazione, una giocata in grado di ribaltare l’inerzia di una sfida che al 10′ era già segnata ed è rimasta così fino alla fine. Una situazione nuova, da affrontare e cavalcare per crescere e non certo da subire per demoralizzarsi. Animo, tifosi della Dea: dopo 11 giornate la squadra è quarta con 24 punti. C’è poco, anzi nulla, per cui stare con il morale a terra. 
È pensiero abbastanza diffuso che è andato tutto troppo male per trovare un colpevole. La Lazio è stata superiore e forse proprio l’ampiezza di quanto fatto dai biancocelesti in tema di tecnica, tattica e prestazione atletica smorza un po’ i demeriti di chi invece ha completamente bucato la sfida. Come in tutte le situazioni dove il risultato arriva “di squadra”, nel bene o nel male che sia, l’analisi arriva dritta all’allenatore. Capire cosa poteva fare è esercizio curioso, pensare di saperlo diventa un atteggiamento presuntuoso visto il ruolino di marcia del mister di Grugliasco ma è palese che qualcosa di diverso andava fatto. O, quantomeno, provato. 
“Se stai fermo non migliori di certo” ama ripetere il mister soprattutto in tempo di mercato. Il concetto si può serenamente applicare alla gara contro la Lazio e proprio l’analisi dei cambi, forse, suggerisce uno spunto interessante. Con Djimsiti per Okoli e Malinovskyi per Pasalic, al netto di qualche lieve differenza, Gasperini non ha cambiato l’Atalanta, l’ha solo smossa nel suo 3-4-1-2. Cercando altre caratteristiche, non nuove soluzioni. E se per tutta la partita, anche con Zapata per Lookman e Maehle per Soppy il modulo è rimasto sostanzialmente lo stesso significa che la Dea ha perso all’inizio, a metà e pure alla fine. Con qualche azione in più messa sul terreno di gioco principalmente perché la Lazio ha attivato il pulsante “gestione in vista dell’Europa League”. 
Drammi, sentenze, catastrofi e tutta quella roba lì va messa in fretta nel sacco dell’indifferenziato: chi arriva a conclusioni assolute dopo una partita (toppata) su undici è completamente fuori strada. Da queste situazioni si può trarre grande insegnamento, sotto tutti i punti di vista. Così l’Atalanta si ritrova a Zingonia, il lavoro riparte e si punta l’Empoli cercando di limare i problemi e crescere nelle debolezze. Nessuno abbia paura: Gasperini sa come si fa, i suoi ragazzi sono tutti sul pezzo e ci sono altre 4 partite in cui difendere una posizione Champions. Avanti Atalanta. 

L’incitamento di Gian Piero Gasperini ai suoi durante il match con la Lazio (Ph: A. Mariani)

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