Visti dalla Tribuna Stampa dello stadio Olimpico, sia Krstovic che Raspadori hanno fatto una partita di grande abnegazione e si sono messi in mostra anche con caratteristiche solitamente non così marcate ed evidenti. Certo, il gol del montenegrino resta una perla di rara bellezza per come il numero 90 della Dea ha preparato la conclusione (movimento in verticale ad attaccare il diretto avversario) e, soprattutto, per quanto ha angolato la palla sul palo più lontano senza che Svilar potesse fare anche il minimo intervento.
Il numero 90 della Dea, da centravanti alternativo a Scamacca, sta facendo esattamente quello che ci si poteva auspicare ad inizio stagione. Già, perché va ribadito che non è arrivato al posto di Retegui (a proposito, in bocca al lupo al centravanti della Nazionale che si è rotto la tibia nei giorni scorsi) per sostituirlo in solitaria ma la Dea ha scelto di completare l’attacco con due centravanti per avere sempre, anche in quel ruolo, la doppia alternativa. Le 10 reti in campionato sono complessivamente 12 con 6 assist in aggiunta per un ragazzo che sul piano tecnico qualche limite a volte mostra di averlo ma che fa anche tanto lavoro spalle alla porta e combatte come un leone.
Un’altra caratteristica che piace di Krstovic è la capacità di crescere con il lavoro. L’ex Lecce, all’alba del mese di maggio, non è il giocatore che si è visto quando è arrivato. Se giochi in una squadra che lotta per la salvezza sei probabilmente chiamato a puntare dritto alla porta nelle occasioni in cui la squadra riparte. Non a caso, Krstovic era considerato un tiratore a ciclo continuo con i numeri che confermavano questa attitudine. Se sei nell’Atalanta e hai quindi meno campo davanti da attaccare devi giocare di più spalle alla porta, magari tocca fare maggiore attenzione ai fuorigioco ma il ragazzo ci sta lavorando molto e anche in fase di sviluppo della manovra è sempre molto prezioso.
A proposito di prezioso, parliamo di Raspadori. Il numero 18 della Dea non ha trovato grandi spazi per calciare in porta sul campo della Roma, ha chiuso primo per chilometri percorsi e ha spesso dato una mano anche in difesa. Certamente da lui ci si aspettano gol e assist ma su un campo complicato, contro un avversario che voleva e doveva vincere per allontanare i discorsi di frattura Gasperini-Ranieri della settimana, Jack si è calato nella parte e ha lavorato per i compagni, con i compagni, per l’Atalanta. In attesa di gol importanti, per il momento la prestazione è comunque un segnale positivo della sua presenza nel gruppo.
L’abbraccio di Raspadori a Krstovic dopo il gol del vantaggio all’Olimpico con la Roma (credits: atalanta.it)





