Consolidare il settimo posto e tornare alla vittoria che manca da un mese. Dopo la battuta d’arresto di Cagliari, che ha reso le distanze da Roma e Como praticamente incolmabili, l’Atalanta cerca il riscatto pieno al New Balance Arena con il Genoa di De Rossi, già battuto due volte nel dicembre scorso, prima negli ottavi di Coppa Italia con un netto 4-0 e poi a domicilio con una incornata di Hien, che spera di tornare titolare al centro della difesa dopo il lungo infortunio patito con la Nazionale svedese. Dopo avere puntato sostanzialmente sullo stesso blocco da mettere in campo all’inizio, mister Palladino potrebbe dare spazio a qualche elemento utilizzato meno, se non facendolo partire titolare quantomeno proporlo nelle rotazioni. Scamacca, che ha raggiunto la doppia cifra di reti in campionato dopo la doppietta di Cagliari, oltre alle tre messe a segno in Champions e una in Coppa Italia, è il maggiore indiziato come terminale offensivo. I ballottaggi riguardano soprattutto i ruoli sul settore sinistro del 3-4-2-1, a partire dal braccetto, uno tra Kolasinac e Ahanor, quello del cursore, ricoperto da Zappacosta (in assenza di Bernasconi che ha concluso per infortunio la sua brillante stagione) ma che potrebbe chiamare in causa Bakker, e di esterno offensivo, tra Raspadori e Zalewski. A partita in corso, oltre al sempre possibile ricorso a Krstovic, in avvicendamento o affiancamento a Scamacca, non va escluso quello tra De Ketelaere e Samardzic, impiegato negli ultimi 15 minuti a Cagliari dopo quattro presenze in panchina. Alla Dea la vittoria in casa manca dal 22 marzo, ottenuta di misura sul Verona. Tornare ad incamerare i tre punti non solo consentirebbe di mantenere le sei lunghezze di vantaggio su Lazio e Bologna, ma anche riprendere il passo delle migliori iniziato con Palladino in panchina. La possibilità di giocare in Conference League, come si sa, dipende solo dal successo dell’Inter nella finale di Coppa Italia.
Raffaele Palladino e Daniele De Rossi a inizio partita il 22 dicembre scorso a Genova (Ph: A. Mariani)





