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Milano, Politecnico winter sport
Eventi 27 Gennaio 2026di Marco Enzo Venturini

La scuola laboratorio dello sport accessibile a tutti

Lo sport può e deve essere un’attività, una scelta, un passatempo e una passione aperta e accessibile per tutti, con la possibilità di essere praticato in tutte le situazioni da chiunque. Incluse le persone con fragilità di qualsiasi natura e forma. Proprio per questo motivo e soprattutto con questo scopo esistono importanti progetti, tra cui due esposti dalla professoressa Manuela Galli in occasione del convegno «Winter Sports Tech». Si tratta del GIFT – enGIneering For sporT for all – e del progetto ActivE³, entrambi destinati all’infanzia e al centro di un intervento molto chiaro sin dal suo titolo: «Giochi, ausili e realtà virtuale per una motricità inclusiva a scuola».

Evento introdotto e moderato da Stefano Maldifassi, co-founder HPM – High Performance Method, ospitato dal Politecnico di Milano mercoledì 21 gennaio, nello specifico presso l’Aula Magna Pesenti, «Winter Sports Tech» ha messo sotto la lente d’ingrandimento il ruolo dell’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica, il design applicati agli sport invernali a pochi giorni dall’inizio di Milano Cortina 2026. Tra i relatori del convegno, la professoressa Manuela Galli ha presentato alcuni notevoli progetti frutto del suo lavoro presso lo Human Performance Lab del Polimi. Il GIFT, innanzitutto, è un progetto avviato nel 2020 che si applica a scuola, destinato ai giovani allievi affetti da emiplegia. Quest’ultima è una condizione che provoca la paralisi completa di uno dei due lati del corpo, con effetti quindi su volto, braccio, tronco, gamba e piede. A provocarla possono essere danni al midollo spinale o, molto più frequentemente, al cervello e può essere anche congenita, provocando dunque il deficit motorio sin dalla nascita.

Il modo più tradizionale per affrontare l’emiplegia consiste in particolari scarpe per correggere questo deficit funzionale. Ma esse rappresentano un ausilio per la deambulazione, quindi i bambini che le indossano non possono svolgere attività motoria dato che si tratta di un’altra attività d’uso. L’attività motoria, di conseguenza, è di per sé preclusa per chi soffre di tale condizione. L’obiettivo del progetto GIFT è pertanto di consentire al bambino con difficoltà l’accesso all’attività sportiva e motoria tramite ortesi dedicate. Le ortesi sono dispositivi medici appositamente studiati a supporto e protezione dell’apparato locomotorio, e quelle messe a punto dal progetto del Polimi sono destinate in maniera specifica per chi soffre di emiplegia. Il bambino, quindi, grazie ad esse cambia scarpe come tutti e può fare ginnastica a scuola. Chiaramente è anche prevista la possibilità di fare attività sportiva in altri contesti.

Di tutt’altra natura, invece, il progetto ActivE³, che interviene sulle fragilità di tipo cognitivo. Esistono in tal senso moltissime persone, di qualsiasi età, che affrontano importanti difficoltà a svolgere attività motoria perché il loro processo di coinvolgimento risulta particolarmente faticoso. La principale problematica riguarda la loro interazione con l’ambiente e soprattutto con le altre persone. In tal senso, grazie anche al supporto dell’ATS Brianza, si sono studiate soluzioni tramite videogames. Il ragazzino, in altre parole, gioca con gli altri e riesce quindi a interagire con i suoi coetanei sfruttando le caratteristiche del videogioco.

Per essere ancora più chiari, il software utilizzato da ActivE³ eroga un animale, un palloncino da scoppiare con il movimento, o un’immagine di altro tipo che possa mettere a proprio agio chi solitamente è bloccato in questo tipo di attività. Il programma si può peraltro regolare in base alle difficoltà motorie o cognitive del bambino. Il gioco va insomma adattato alle loro capacità, con un ulteriore vantaggio: il gioco non diventa infatti individuale, ma in questo modo è aperto all’intero gruppo classe per includere tutti i bambini nell’attività. Allo stato attuale, ActivE³ ha coinvolto oltre 700 bambini al polo di Lecco, grazie alla partecipazione di 9 scuole e oltre 40 maestre. La partecipazione del Politecnico di Milano è garantita dal Laboratorio Disabilità e Sport.

Manuela Galli dello Human Performance Lab Polimi, a destra nella foto accanto ad Emilia Ambrosini del Near Lab Polimi, durante la sessione “Robotica, inclusione e sport per tutti” moderata da Stefano Maldifassi, co-founder HPM – High Performance Method (photocredits: Agenzia Fotogramma/Polimi)