“Oltre ogni limite. Storie di sport e resilienza”: Martina Caironi, Marco Verzeroli e Andrea Zavaglia sono stati i protagonisti, nella sala Consiliare del Comune di Alzano Lombardo, del primo di una serie di incontri che fanno parte del percorso di “ABC 2026: lo Sport è vita!”. La rassegna, curata dalla giornalista Federica Sala, ha visto aprire i battenti la pluricampionessa paralimpica Martina Caironi, il tennista in carrozzina Marco Verzeroli e il life coach Andrea Zavaglia. Alla presenza, tra gli altri del sindaco Camillo Bertocchi e di alcuni esponenti della Giunta tra cui l’assessore allo sport Giovanna Zanchi, una serata dall’altissimo significato tra messaggi forti ed esperienze di vita di cui fare tesoro. Tra cadute e risalite, sogni e futuro.
“Ho impiegato dieci anni per sentirmi atleta – racconta Caironi -. L’incidente quando avevo 18 anni, ero una pallavolista amatoriale nel ruolo di libero, sono entrata nel mondo dell’atletica non sapendo nulla. Neppure su come mi sarei dovuta comportare. Prima vedevo il disabile come una sorta di mendicante, oggi eccoci qui che ci definiamo persone con disabilità secondo la nuova nomenclatura. A prescindere da ciò, la svolta dal 2022 quando l’allora presidente del Cip Luca Pancalli, che non smetterò mai di ringraziare, ha ottenuto l’inserimento degli atleti paralimpici nei corpi militari. Significa avere uno stipendio e una volta smessa l’attività sportiva, poter scegliere se proseguire all’interno ciascuno del proprio gruppo avendo dunque un lavoro garantito“.
Paralimpiade per Martina significa anche una turbinio d’emozioni, dalla prima a Londra 2012 passando per Rio 2016, Tokyo 2021 e Parigi 2024 per un totale di tre ori e tre argenti: “Nel 2012 – ricorda Caironi – la prima finale in mondovisione, ero terrorizzata dalla falsa partenza ed ero al via con una protesi non così tecnologica. Non sapevo cosa aspettarmi, ho vinto e non ho capito più nulla perché vincere ad un’Olimpiade significa diventare un simbolo. In me dunque convivevano due anime, quella dell’esempio che aveva vinto l’oro e quella della ragazza scapigliata. Tokyo? Da un lato non ho digerito l’argento, dall’altro il piazzamento mi ha permesso di chiudere la carriera con l’oro di Parigi due anni fa. Il rimpianto è quello di non essere riuscita a scendere sotto i 14″ nei 100 metri. Ho vinto ed è stato il congedo migliore, ma non l’ho fatto con la prestazione che avrei voluto anche complice un infortunio in agosto che mi ha limitato. Lo sport mi ha insegnato praticità, a non avere pregiudizi, a non fermarmi alla prima difficoltà“.
Chi ha solo sognato l’evento paralimpico è Marco Verzeroli, protagonista però in tre Australian Open: “L’incidente è stato come piombare in un tunnel – evidenzia – senza sapere come uscirne. Poi pian piano prendi coscienza della nuova condizione. Non ho rimpianti perché prima viaggiavo tanto per lavoro e avevo in testa solo quello; oggi giro il mondo, con due carrozzine, le racchette e tutto l’occorrente e lo faccio cavandomela da solo tra un aeroporto e l’altro quando serve. Sono finito in carrozzina a 26 anni, ero l’unico ad essere tennista. Ho cercato di far capire che la vita non finisce. La soddisfazione? Quando capitava di battere un top ten. Cosa vorrei? Mi piacerebbe aiutare ancora tanti ragazzi, ma ci vogliono le condizioni. In primis le strutture“.
Il perfetto “collante” tra sportivi ad alto livello – presente anche Sergio Lombardini, nuotatore tesserato per la Phb – il life coach Andrea Zavaglia: “Tendiamo a vivere di etichette, bisogna smetterla. Una tendenza quotidiana che oggi ci porta a declinare da persona disabile a persona con disabilità. Semplicemente una persona fa delle cose, in base a ciò che si sente, al talento e a mille variabili” E poi: “A volte abbiamo bisogno di stare male per capire di avere qualità. Aspettiamo di essere sul fondo per reagire. Gli insegnamenti che ci regalano Martina e Marco raccontano ben altro“.
La kermesse alzanese “Aspettando il Galà – Storie di vita e di sport”, vivrà su altre due serate a febbraio e marzo prima del gran finale, il galà, di sabato 18 aprile.
Camillo Bertocchi, sindaco di Alzano Lombardo, con i partecipanti al primo appuntamento di “ABC 2026: lo Sport è vita”: Martina Caironi, Marco Verzeroli, Andrea Zavaglia, Sergio Lombardini e l’assessore allo sport Giovanna Zanchi (credits: Pernice Editori)





