Milan e Atalanta devono fare punti. Per la stessa ragione. Guadagnare l’accesso all’Europa. Il terzo posto non mette al sicuro i rossoneri che puntano a disputare la Champions, i nerazzurri di Palladino devono difendere il settimo posto sperando che l’Inter faccia sua la Coppa Italia aprendo loro la strada per la Conference League. L’allenatore dell’Atalanta sa che nelle ultime tre giornate occorre dare il massimo e fare più punti possibile. A cominciare da San Siro. “Mi aspetto una bella partita contro una squadra forte che vuole fare punti. Dobbiamo mettere in campo le nostre qualità e dimostrare che, nonostante i risultati che non sono arrivati a fronte di buone prestazioni, ci teniamo a portare a casa punti importanti per il settimo posto”. La prossima stagione? “Sto bene all’Atalanta, sono orgoglioso del lavoro fatto insieme alla squadra, risalita dal tredicesimo al settimo posto, che ora è in corsa per l’Europa. E’ stato un percorso molto positivo. Ovvio che ora dobbiamo chiudere bene la stagione. Un mese fa la società ha speso belle parole nei miei confronti, ma sento di dovermi concentrare sul campo”. Detto ciò, Palladino non lesina uno sguardo al futuro. “Il mio desiderio sarebbe quello di contribuire a costruire una squadra a mia immagine per aprire un nuovo ciclo” – ammette, facendo capire che i disegno preparatori alla prossima stagione dipenderanno dal giocare o meno in Europa. A ciò si lega anche il processo di valorizzazione dei giovani, con giocatori U23 come Vavassori, Obric e Levak, che si allenano già con la prima squadra. Quanto ai calciatori che andranno al mondiale, Palladino sottolinea come l’ambizione di chi vi partecipa è arrivarci nella migliore condizione possibile. Ma per riuscirsi devono pensare di fare bene all’Atalanta.
“Offensivo pensare che un calciatore non abbia stimoli. Ma faccio le scelte in base a ciò che vedo negli allenamenti. I miei giocatori devono dare sempre il massimo. Questa settimana abbiamo lavorato tanto sulla finalizzazione, sull’ultimo passaggio. Spero che otterremo benefici già a San Siro con il Milan”. Più linearità o imprevedibilità? “Il Milan difende con il 3-5-2, poi può impostare a 3 o a 4. I rossoneri sono molto mobili nella fase di gioco, l’imprevedibilità fa parte del gioco, fa parte del calcio, dobbiamo essere bravi a capire quando ci sono i cambi d’uomo, quando bisogna difendere bassi e andare alti, perché nelle partite ci sono momenti di cambi di sistema, di imprevedibilità. Noi dobbiamo essere squadra matura per capire cosa bisogna fare nella determinata circostanza”. Krstovic e Scamacca, binomio o staffetta? “Ho provato entrambe le due soluzioni, la doppia punta a me piace, però siamo abituati a giocare con il doppio trequartista”.
Una riflessione del calo subito dall’Atalanta nell’ultimo mese, con i risultati sperati che non sono arrivati. “E’ stata la conseguenza di tante piccole cose, sicuramente anche il dispendo di energie fisiche e mentali. La squadra sta bene, ma è anche quella che di partite ne ha giocate di più” – sottolinea Palladino, secondo cui meglio giocare ogni tre giorni. “Più si gioca, più si migliora. Ma bisogna essere bravi a gestire le forze. Preferisco giocare, mi piace confrontarmi in una competizione europea”. E poi confessa di parlare spesso con Company (allenatore del Bayern), che gli ha spiegato come durante la stagione ci sono momenti in cui si è in flessione. E che evidentemente in occasione del doppio confronto di Champions i suoi attaccanti erano in stato di grazia. A proposito di confronti, puntuale quello con i nove anni di Gasperini. “C’è anche il merito della società che ha messso un grande allenatore di lavorare nelle migiliori condizioni facendo diventare la squadra altamente competitiva in Europa” – osserva Palladino, lusingato del confronto perché stimolante e convinto che chi ha dato tanto negli anni scorsi può contribuire ad aprire un nuovo ciclo.
Intanto, dalla partita con il Milan a San Siro ci si aspetta una risposta importante. “Allegri è un allenatore di grande esperienza. Noi cercheremo di metterli in difficoltà, giocando a viso aperto. Ci sono state partite in cui non ci siamo espressi da Atalanta, in cui siamo stati sotto ritmo. Ma non dobbiamo mai perdere il nostro DNA. Nell’ultimo mese e mezzo siamo mancati in avanti, ci manca qualche gol dai trequartisti. Via Retegui e Lookman, i gol vanno cercati da altre posizioni di campo. Non credo a un Milan stanco, ma piuttosto che abbia grande voglia di rivalsa. C’è bisogno di una partita di sostanza e intelligenza” – chiosa Palladino.
Raffaele Palladino durante la conferenza stampa della vigilia di Milan-Atalanta (credits: Pernice Editori)





