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Basket 28 Agosto 2025di Redazione

Pat Dickert un americano con voglia di giocare in Italia

Il basket per vivere ogni giorno, per conoscere il mondo, per migliorarsi anche come persona. E per diventare ‘italiano’ pur arrivando dal New England. E’ la storia originale di Pat Dickert, trentenne, di professione giocatore professionista di pallacanestro ma non solo: nel mondo della palla a spicchi e’ anche istruttore e assistente allenatore e si sta già preparando anche per un futuro da dirigente.

Americano, ma con un bisnonno pugliese migrato dalle campagne baresi (“Da San Michele di Bari”), laurea al Colby College, poi via, borsa sportiva a tracolla in giro per il mondo, fino in Cina, dove ha giocato e fatto l’istruttore di basket e pure l’insegnante, incrociando anche il tecnico italiano Marco Ciarpella ora sulla panchina della Virtus Lumezzane di serie B, incontrato, perché alla fine il mondo è piccolo, sabato sul parquet di Carugate, con la canotta della Blu Basket Bergamo che Dickert sta temporaneamente indossando come aggregato per gli allenamenti.

Un’estate con la Gruppo Mascio Bergamo per allenarsi, migliorarsi, imparare, non solo da giocatore, in attesa di una nuova esperienza professionale, qui in Italia, avendo acquisito il passaporto italiano grazie al suo bisnonno pugliese. E magari lavorare proprio nel basket bergamasco.

“Sono un italiano senza formazione. Quando ho iniziato le pratiche per la mia cittadinanza italiana ho capito che in serie A2 un posto per un italiano di nazionalità sportiva ci sarebbe stato. Cerco opportunità in questa categoria. Il mio obiettivo è semplice, voglio giocare e voglio costruire una relazione con il club, perché penso che potrò usare il mio background di esperienze anche come allenatore o insegnante, per aiutare a migliorare il sistema. Penso che il basket italiano sia una grande opportunità per me per migliorare”.

Trent’anni, play o guardia da 190 centimetri, atletico, per ora Dickert vorrebbe fare il giocatore, in A2 o B, ma guardando anche a un futuro da tecnico o dirigente. Parla già l’italiano, mastica bene il cinese mandarino, negli ultimi due anni trascorsi in Norvegia ha imparato pure lo scandinavo, giocando con i Centrum Tigers di Oslo e poi con i Nidaros Jets di Trondheim.

“In Norvegia ho vissuto le mie prime due stagioni in cui ho giocato professionalmente. La Norvegia mi ha dato l’opportunità di iniziare a migliorare la mia esperienza e a costruire la mia carriera sul parquet.”

Prima della Norvegia l’esperienza in Cina, dove oltre ad allenare nel 2020-2021, era stato head coach all’Accademia di Pallacanestro degli Stati Uniti nel distretto di Yubei a Chongqin. “Ho lavorato anche come skills trainer e assistente allenatore per gli Aviators di Shenzen, poi diventati Leopards.“ Ora l’Italia e il sogno di un’opportunità professionale sul parquet o in panchina. “Ho una rete di conoscenze, ho anche l’esperienza da allenatore. Se c’è un interesse di un club in Italia per allargare le sue frontiere, utilizzando la mia connessione con gli Stati Uniti, con la Cina e con la Norvegia, io sono qui: penso che questo può creare valore per una società”.

Pat Dickert, bisnonno pugliese, si sta allenando da aggregato con Blu Basket Bergamo (credits: ufficio stampa Blu Basket Bergamo)