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Calcio 19 Marzo 2026di Federica Sorrentino

La Dea si congeda dalla Champions, il percorso continua

Il cammino europeo dell’Atalanta si interrompe nella partita di ritorno contro il Bayern Monaco, finita 4-1, che certifica un divario già emerso all’andata, ma che non cancella l’orgoglio e la crescita sottolineati da Raffaele Palladino nel post partita, con l’allenatore che ha voluto prima di tutto ringraziare il gruppo squadra per un percorso definito “bellissimo” in Champions League, ricordando come fosse “un’impresa quasi impossibile”, ma allo stesso tempo rivendicando i risultati ottenuti contro avversari di alto livello come il Chelsea e il Borussia Dortmund. Palladino ha descritto il Bayern come “probabilmente la più forte in Europa”, invitando ad accettarne la forza “con grande umiltà e consapevolezza” e riconoscendo come il Bayern rappresenti oggi una corazzata fuori portata per molte realtà europee. Motivo per cui il tecnico ha preferito evitare analisi individuali concentrandosi sull’atteggiamento collettivo, apprezzando “lo spirito di chi ha giocato” e le risposte positive arrivate da chi aveva avuto meno spazio, pur ammettendo che i tanti gol subiti nelle due gare restano un aspetto negativo su cui lavorare, ma leggendovi anche una crescita, perché il confronto con un livello così alto ha permesso alla squadra di maturare esperienza sia dal punto di vista tecnico che fisico, elementi che torneranno utili durante la stagione in corso e nel futuro del club. 

Non è stato dimenticato poi il rapporto con i tifosi, richiamato nel ricordo degli applausi ricevuti sia dopo il pesante passivo dell’andata, sia al termine della gara di ritorno (erano in 3.700 all’Allianz Arena). Palladino ha sottolineato di aver chiesto ai suoi di andare sotto il settore ospiti “e sentirsi orgogliosi di quanto fatto”, perché al di là della sconfitta si è cercato di dare tutto. Il mister ha evidenziato come la squadra abbia provato a mantenere i propri principi senza snaturarsi contro un avversario superiore, e se da un lato il verdetto del campo impone di accettare l’eliminazione, dall’altro resta la consapevolezza di essere stata l’ultima squadra italiana in corsa nella competizione e di aver raggiunto comunque gli ottavi, un traguardo che Raffaele Palladino invita a leggere guardando “il bicchiere mezzo pieno”, con lo sguardo già rivolto a campionato e Coppa Italia. “Abbiamo capito di avere dei limiti e su questi andremo a lavorare”, è la possibile sintesi della serata, ma significativa nel percorso di crescita dell’Atalanta.

Raffaele Palladino, allenatore della centesima partita europea nella storia dell’Atalanta (credits: atalanta.it)