Bergamo attende la Nazionale per spingerla verso la seconda partita dei playoff che valgono la qualificazione al Mondiale. L’avversario di turno, l’Irlanda del Nord, al 69° posto del Ranking FIFA, non è debole né forte, è semplicemente un avversario da affrontare con intelligenza tattica e ritmo. Le premesse per garantirsi la trasferta in Bosnia-Erzegovina o in Galles ci sono, ma il ct Gattuso sarà costretto a schierare una formazione che tenga conto dello stato di forma, o meglio ancora delle condizioni fisiche dei giocatori convocati. Uno, il più cercato ancorché assente dal gruppo azzurro dagli ottavi di finale di Euro 2024, ha lasciato il ritiro. E’ Federico Chiesa, che si è confessato con il ct e ha ritenuto di non essere sufficiente a posto per aiutare la causa. Al suo posto, Gattuso ha deciso di chiamare Nicolò Cambiaghi. Uno che bene o male nel cv qualche assaggio di azzurro a Coverciano ce l’ha. Troppo stretti i tempi per introdurre novità rispetto a giocatori già chiamati in Nazionale. Sembrava che i problemi fossero concentrati in attacco, visto che l’Italia deve vincere, ovvero fare gol. Scamacca, con il problema all’adduttore, viene monitorato giorno per giorno. Nel 3-5-2 dovrebbero partire dall’inizio Kean e Retegui, con Pio Esposito scalpitante e pronto all’uso. Lo staff medico della Nazionale sta seguendo accuratamente la ripresa di Tonali, candidato ad essere faro di centrocampo. Ma le vere difficoltà sono nella composizione del trio difensivo, perché Bastoni, Mancini e Calafiori devono risolvere i rispettivi problemi fisici, anche in funzione del loro impiego (auspicabile) in Gara 2. Per non tirare troppo la corda, l’impiego come braccetto destro di Scalvini, peraltro davanti al suo pubblico, potrebbe essere la soluzione più congeniale a Bergamo. Sede scelta da Gattuso dopo la partita vinta con l’Estonia lo scorso settembre. Ma non per scaramanzia, quanto invece per avere l’incoraggiamento e la vicinanza dei 23mila del New Balance Arena. Il ct ha studiato l’Irlanda del Nord e sa che occorre evitare di esporsi alle loro palle inattive. Come pure alle improvvise verticalizzazioni di cui sono capaci. Ma soprattutto, dovrà essere l’Italia a spingere e fare la partita. Evitando di cadere nel gioco lento, ma sfruttando le corsie dove gente come Politano e Dimarco hanno dimostrato di saper fare la differenza a favore degli attaccanti.
Il ct Rino Gattuso durante la conferenza stampa di lunedì 22 marzo a Coverciano (credits: FIGC)





