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Outdoor 10 Maggio 2026di Marco Enzo Venturini

Martin e Bezzecchi il binomio vincente di Aprilia a Le Mans

Una Le Mans storica e spettacolare per l’Aprilia, mentre la Ducati prosegue il suo incubo senza fine. Il Gran Premio di Francia va a Jorge Martin, alla prima vittoria in carriera per la casa di Noale per quanto riguarda le gare lunghe e la prima addirittura da 588 giorni (Indonesia 2024). Per lo spagnolo è peraltro doppietta dopo il successo nella Sprint Race, con la corsa iridata che si accorcia notevolmente sul compagno Marco Bezzecchi, secondo alla domenica ma ora leader del mondiale piloti di un solo punto. A completare il quadro c’è il terzo posto di Ai Ogura del Team Trackhouse, che regala al costruttore veneto il primo monopolio del podio nella propria storia in top class. A Borgo Panigale bisogna invece fare i conti con un nuovo ritiro di Pecco Bagnaia, ma soprattutto con l’infortunio occorso sabato a Marc Marquez: il campione del mondo in carica ha rimediato una frattura al piede destro per cui è già stato operato, approfittando dell’inconveniente per rimuovere anche una vite alla spalla destra.

Proprio il capitombolo di Marquez durante la Sprint Race aveva lasciato tutti con il fiato sospeso, cui aveva lasciato posto il sollievo dopo la scoperta che non fosse successo nulla di realmente grave, fino al ritorno della preoccupazione per qualche effettivo problema fisico per il catalano. Gli esami avevano confermato la frattura al quinto metatarso del piede destro, con la certezza di perdere non solo il Gran Premio di Le Mans ma anche quello della «sua» Montmelò il prossimo 17 maggio. Con Martin (autore di una partenza da campione) primo e Bezzecchi terzo, quantomeno il secondo posto di Bagnaia aveva dato il segnale di una Ducati in ripresa. Tutto vanificato però alla domenica, quando Pecco lotta per le posizioni di vertice e si porta al terzo e poi al secondo posto dopo i sorpassi su Fabio Quartararo e Pedro Acosta. Al sedicesimo giro, con lo spagnolo della KTM in recupero, arriva però la scivolata e un nuovo ritiro. E il marchio di Borgo Panigale può aggrapparsi al solo Fabio Di Giannantonio, dato che anche Alex Marquez era caduto addirittura al primo giro.

Sulla cresta dell’onda era e resta però l’Aprilia, nonostante un Gran Premio di Francia che sembrava voler mischiare le carte. Dopo le prime curve, infatti, la classifica vede quattro moto di quattro costruttori diversi nelle prime quattro posizioni: dietro a Bezzecchi, ecco la Yamaha di Quartararo, la KTM di Acosta e la Ducati di Di Giannantonio. Mentre la tanto minacciata pioggia decide di risparmiare Le Mans, però, gli equilibri si ristabiliscono man mano che la gara entra nel vivo. Merito soprattutto di Martin, settimo al primo giro e inarrestabile nella sua rimonta. Il madrileno al nono passaggio sul traguardo è già quarto, al diciottesimo si porta in seconda posizione passando Acosta. I punti di distacco da Bezzecchi, scesi a 6 dopo l’exploit della Sprint Race, tornano 11 dopo che erano risaliti fino a 21. Ma al terzultimo giro arriva il sorpasso della vittoria, che scatena la gioia e anche la commozione del campione iberico e rende evidente al «Bez» che ci sarà da sudare: il compagno di box, definitivamente rinato, è ora solo a -1. Alle loro spalle c’è come detto una terza Aprilia, che l’inarrestabile Ogura porta al terzo posto dopo una prova esemplare con tanto di sorpassi su clienti scomodi come Di Giannantonio e Acosta. Per la prima volta da Valencia 2012 c’è un giapponese sul podio: all’epoca fu Katsuyuki Nakasuga su Yamaha, oggi è il portacolori della Trackhouse di Davide Brivio.

La classifica come detto si accorcia, ma solo per quanto riguarda le prime due posizioni del mondiale piloti. Il titolo sembra al momento un affare chiuso tra Bezzecchi e Martin, alla terza doppietta stagionale (le altre due in Brasile e negli Stati Uniti), compagni e rivali come forse non avveniva dai tempi di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo in Yamaha. D’altronde la loro Aprilia arriva a quattro vittorie in cinque appuntamenti iridati, eguagliando il proprio record stagionale fissato l’anno scorso. Nel 2025, però, ci misero ben 22 Gran Premi a farcela. Agli altri, nel frattempo, restano le briciole: primo inseguitore è Fabio Di Giannantonio, attardato però di ben 44 punti. Il romano lo artiglia peraltro superando Acosta nell’ultima curva dell’ultimo giro che gli vale il quarto posto a Le Mans. Una sola manovra per guadagnare una posizione in due classifiche: alla Ducati odierna resta solo questo dato per provare a sorridere.

Jorge Martin sul traguardo del circuito di Le Mans (credits: Aprilia)