C’è un aspetto che accomuna la prima e seconda parte di stagione dell’Atalanta ed è riconducibile alle difficoltà incontrate nell’affrontare le squadre medio-piccole. Se con Juric in panchina il gap è stato evidente comportando un passo lento che ha attardato pesantemente la squadra, con il cambio tecnico la rincorsa ha fornito un risultato positivo solo in parte proprio perché – come lo stesso Palladino ha ammesso – c’erano la volontà di risalire del tutto e i presupposti per agganciare chi oggi, a due giornate dal termine, è in lotta per andare in Champions o in Europa League. E nei confronti con le prime sei della classifica l’Atalanta ha sostanzialmente ben figurato, perché nella dozzina di scontri diretti, tra andata e ritorno, ha ottenuto 3 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte (una sola volta in trasferta con il Napoli, alla prima con Palladino, e poi in casa di misura con Inter e in aprile con la Juventus in una partita che poteva finire ben diversamente). Un bilancio che attesta la propensione ad affrontare le migliori con il giusto atteggiamento, segno di una capacità di interpretare i confronti con lo spirito di Atalanta e con le motivazioni e la concentrazione che il prestigio e la valenza dell’avversario di turno richiedono. Fanno fede i risultati esterni con i pareggi ottenuti sui campi di Inter, Juventus, Como (in inferiorità numerica) e Roma, gara che pure avrebbe potuto fruttare una vittoria piena, e culminati con il successo di San Siro con il Milan. Il perché e cosa non abbia funzionato con le medio-piccole resta da decifrare. Ed è sicuramente oggetto di disamina tecnica. Nel dettaglio, con Juric allenatore la squadra non è andata oltre il pareggio con Pisa (in casa), Parma e Cremonese, perdendo a Udine e tonfando a Bergamo con il Sassuolo. La risalita iniziata con Palladino ha fruttato il raggiungimento della settima piazza. Ma anche negli ultimi cinque mesi, con le squadre che occupano la parte destra della classifica sono maturati tre sconfitte (a Verona, in casa del Sassuolo e a Cagliari) e altrettanti pareggi (a Pisa e a Bergamo con Udinese e Genoa). Eppure il divario tecnico, grazie alla qualità e alla competitivà della rosa, è sempre stato e continua ad essere a favore dell’Atalanta.
Un duello tra De Ketelaere e Vasquez durante Atalanta-Genoa finita a reti bianche (Ph: A. Mariani)





