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Outdoor 29 Marzo 2026di Marco Enzo Venturini

SBK dominata da Bulega, Locatelli Top 10 solo in Gara 2

Si torna in pista oltre un mese dopo, ma la sostanza non cambia: la Superbike 2026 sembra davvero un affare personale di Nicolò Bulega. Il pilota emiliano si regala una tripla vittoria anche a Portimao, dove la sua Ducati centra altrettante doppiette portando sempre alle sue spalle il suo compagno Iker Lecuona. In crescita la BMW, con Miguel Oliveira tre volte terzo in patria, in crisi nera la Yamaha. In particolare Andrea Locatelli: il selvinese solo in Gara 2 riesce quantomeno a riportarsi in top 10 con il nono posto. E a ben vedere il suo weekend in Portogallo vive una parabola ascendente, dato il dodicesimo posto di Gara 1 e l’undicesimo nella Superpole Race. Ma il passo indietro rispetto a un anno fa è evidente, anche considerando che Xavi Vierge si regala se non altro un piccolo guizzo al sabato.

Riassumere gli avvenimenti di Portimao e provare a raccontarne gli elementi agonistici sembra quasi somigliare a un esercizio di retorica. Già al sabato Bulega parte dalla prima posizione e si invola verso la vittoria, mai seriamente ostacolato da nessuno. Ci prova Lecuona, sulla seconda Ducati ufficiale, ma la piazza d’onore arriva anche grazie alla caduta di Yari Montella. Dietro solo Oliveira tiene parzialmente botta, mantenendo il divario dal vincitore sotto i 5 secondi. Per il resto è una delusione dietro l’altra: Alex e Sam Lowes, quarto e quinto, arrivano a cavallo dei 10 secondi di ritardo, Bautista e Petrucci chiudono nono e decimo rimediandone circa 20. E poi c’è Locatelli, solo dodicesimo a quasi 25 secondi e che di poco riesce a precedere l’ex compagno Remy Gardner sulla Yamaha del Team GRT, mentre Vierge porta l’altra ufficiale quantomeno al sesto posto.

Nel 2025 Locatelli chiuse terzo, a 8 secondi dal vincitore. Altro dato da non sottovalutare: un anno fa percorse l’intera gara di Portimao in 33 minuti e 47 secondi, undici in meno rispetto ai 33 minuti e 58 impiegati con una moto che in teoria dovrebbe rappresentare un’evoluzione rispetto a quella di un anno fa. Si tratta di oltre mezzo secondo al giro persi per strada, nonostante le superconcessioni e il nuovissimo regolatore del flusso benzina. «Abbiamo cercato di dare il massimo durante la gara – aveva commentato il pilota orobico dopo la deludente Gara 1 di sabato -. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma sembra che passo dopo passo stiamo ritrovando un po’ di feeling. Ho faticato alla fine della gara e non sono riuscito a mantenere il ritmo, quindi questo è sicuramente un aspetto su cui dobbiamo lavorare. Ma a metà gara ero soddisfatto e sono riuscito a guadagnare alcune posizioni fino al decimo posto. Ci manca ancora qualcosa, quindi continueremo a lavorare sodo. Analizzando i dati della parte centrale della gara speriamo di poter migliorare ulteriormente. Ora concentriamoci su domani e non molliamo mai».

Miglioramento che si rivela talmente limitato da fare quasi fatica a definirlo tale. Locatelli guadagna una posizione nella Superpole Race che chiude undicesimo, la stessa persa da Vierge che scala settimo. In Gara 2 quantomeno Lecuona deve impegnarsi per riprendere il secondo posto dietro il tritasassi Bulega. Ce la fa al quarto giro, lo stesso in cui Montella cade ancora imitato stavolta anche da Vierge. Sono due posizioni guadagnate da Locatelli, che si toglie quantomeno la soddisfazione di vincere i duelli con la Kawasaki di Gerloff (poi ritirato) e il solito Gardner, superato nel finale per tagliare il traguardo in nona posizione. La classifica generale della Superbike però parla chiaro: il pilota seriano è appena undicesimo con 25 punti, mentre il leader del campionato ne ha 124. E un disavanzo quasi a tre cifre dopo due soli weekend di gara impongono una seria riflessione sulle ambizioni Yamaha (Vierge è fermo a 15, Gardner a 12, Manzi ne ha solo 7).

«Stamattina avevo sentito alcuni miglioramenti e più fiducia nel corso della Superpole Race – ha ammesso Locatelli a fine giornata -, ma onestamente in Gara 2 abbiamo di nuovo faticato un po’. Ho fatto del mio meglio e ho continuato a lottare per battere i ragazzi con cui stavo duellando, arrivando così nono. Dobbiamo però continuare a lavorare e non perdere mentalità, concentrazione e convinzione di poter tornare dove dovremmo stare. Sono certo che potremo trovare una soluzione e lottare di nuovo a livelli più alti. Non posso essere soddisfatto, ma forse in alcuni aspetti possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno rispetto a Phillip Island. Fare tutta questa fatica è strano, sappiamo che l’Australia è una pista difficile per noi, ma qui a Portimao siamo andati un po’ meglio in passato. Continueremo a lavorare puntando ad Assen, che sappiamo essere un appuntamento favorevole sia a me che alla R1. Vedremo che cosa potremo fare». Molto importante ripartire con questo spirito (parola da sempre molto cara in casa Yamaha), ora bisogna però ricostruire tutto il resto.

Il selvinese Andrea Locatelli sul circuito di Portimao (credits: Official page of Andrea Locatelli, WorldSBK rider – Pata Maxus Yamaha WorldSBK Official Team #55)